Un pezzo di Caboto se ne va....

foto di gruppoMartedì 12 giugno 2018 moltissimi colleghi dell'Istituto Caboto, si sono incontrati al ristorante "Pessagnin" di Chiavari, presso l'Hotel Stella del Mare per il pranzo di fine anno scolastico.

In questa occasione sono stati festeggiati i sei colleghi e i due addetti alla segreteria che da settembre saranno in meritata pensione. Tutti loro sono stati compagni di questa grande avventura che è l'educazione dei giovani e rappresentano un pezzo della nostra storia, in quanto, chi per più tempo, chi per meno, hanno contribuito a fare del Caboto l'istituto all'avanguardia che oggi è. 

Il dirigente Glauco Berrettoni ha consegnato ad ognuno di loro una targa ricordo di riconoscimento per la dedizione e la professionalità dimostrata lungo tutta la carriera, mentre i colleghi hanno fatto loro dei regali personalizzati, mascherando dietro i sorrisi e l'allegria il senso di vuoto che già si inizia ad avvertire.

Ancora un grazie a queste grandi persone per l'amicizia che hanno sempre dimostrato, la condivisione di valori e la disponibilità verso tutti.

Proff. Gabriele Ascione e Patrizia Diliberto

Il Caboto sbarca a Palermo: menzione d'onore al premio del Centro Studi "Paolo Borsellino"

foto vincitrice menzione d'onoreLa quarta edizione del concorso "Quel fresco profumo di libertà", ideato da una collaborazione fra il Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca ed il Centro Studi Ricerche e Documentazione in Sicilia/Europa "Paolo Borsellino", con l'intento di coltivare nelle nuove generazioni i valori della legalità, della memoria operante e del dialogo tra culture diverse, ha visto assegnare una menzione d'onore all'Istituto "G. Caboto" di Chiavari, i cui studenti, coadiuvati dalla prof.ssa Alessandra Iudica, hanno partecipato con la fotografia "Liberati".

Il Centro Studi "Paolo Borsellino" è un'Associazione di promozione sociale costituita nel 2011 al fine di recuperare e valorizzare quanto sviluppato dopo le stragi del 1992 nel campo dell'antimafia sociale, della crescita di cittadinanza attiva, dei processi di partecipazione, di potenziamento della coscienza civica, di produzione di beni relazionali. Il Centro studi intende contribuire alla diffusione di una cultura educativa mirata a costruire una società di giustizia. In tal senso, si ispira agli insegnamenti del giudice Paolo Borsellino, che aveva individuato nell'educazione un fattore strategico di crescita civica e culturale della società, premessa necessaria al superamento della subcultura mafiosa. Egli riteneva che proprio a scuola, attraverso l'impegno formativo dei docenti e la promozione di una cultura della legalità, fosse possibile costruire le premesse necessarie a contrastare il fenomeno mafioso e la costruzione di una società più giusta.

La foto del Caboto è nata da una riflessione condivisa sulle tematiche attuali proposte dal concorso: giustizia, legalità, lotta alle mafie, cittadinanza attiva, pace e intercultura. La contrapposizione di due culture, orientale e occidentale, ostacolate dal non dire e dal non vedere. Urla soffocate e sguardi ignari:

"Mentre liberi te stesso con le metafore, pensa agli altri,

coloro che hanno perso il diritto di esprimersi.

Mentre pensi agli altri, quelli lontani, pensa a te stesso,

e dì: magari fossi una candela in mezzo al buio."

[dall'ultima raccolta "Kazahri al-Lawzi aw Ab'ad" (come il fiore di mandorlo o più lontano) di Mahmud Darwish, nato a Al-Birwah, presso la città di Akka in Palestina, nel 1941.]

Liberati dalle gabbie sociali chiunque tu sia...liberati, rispetta, osserva, pensa e parla, questa è la libertà - è il messaggio che ha voluto lanciare Khoulud Aniba.

Dirigente Scolastico prof. Glauco Berrettoni, prof.sse Alessandra Iudica e Patrizia Diliberto

Le fondazioni AVIS e FIDAS di Chiavari scelgono un logo elaborato da un alunno della 5^ D del nostro corso Tecnico-Grafico

il vincitoreGli studenti della classe 5^ D, guidati dalla docente di progettazione multimediale prof.ssa Sabrina D'Isanto, hanno elaborato le proposte di logo per per i 60 anni di fondazione di AVIS e FIDAS di Chiavari.

L'alunno Ronaldo Chica si è aggiudicato il primo premio.

È sempre una grande soddisfazione mettersi alla prova con reali committenze ed occasione di crescita umana e professionale.

 

Prof.sse Sabrina D'Isanto e Patrizia Diliberto

Anche a scuola conclusa...il Caboto è presente

le ragazzeLunedì 11 giugno 2018 alle ore 9 presso la Scuola Don Gnocchi di Lavagna alcune classi della Scuola Media hanno assistito alla presentazione del libro Veniamo dal mare alla presenza dell'autrice Silvestra Sbarbaro.

E per l'occasione, dopo una breve introduzione della prof.ssa Valeria Ghiorsi sulla presenza costante del Caboto ogni qualvolta si parli di Intercultura ed Inclusione, Julie Montano e Dana Rissetto della classe V A hanno letto alcuni stralci del libro e due poesie di Fulvio e Federico, alunni della Casa di reclusione di Chiavari, che quest'anno hanno partecipato per la prima volta al Progetto Intercultura ...per una scuola dell'Inclusione.

Dana ha poi allietato il giovane pubblico con il canto "I'm yours". Grazie ragazze!

prof.sse Valeria Ghiorsi e Patrizia Diliberto

La Compagnia Teatrale del Caboto mette in scena una fiaba per bambini e adulti: socializzazione, inclusione e beneficenza si incontrano

foto di gruppoVenerdì 8 Giugno 2018 alle ore 20,30 presso l'Auditorium "S. Francesco" di Chiavari, i ragazzi della Compagnia Teatrale dell'I.I.S. "G. Caboto" hanno presentato Le avventure di Firolò, per la regia di Francesca La Marca e Iris Conti, le scenografie di Elisabetta Frazuoli e la progettazione grafica di Denise Bozzo.

Il testo è tratto da una fiaba di Francesca D'Atri, psicologa che ha lavorato nell'area risorse umane di grandi multinazionali e che scrive favole per passione sin dall'adolescenza. Le Avventure di Firolò è il suo primo libro pubblicato.

Pur essendo una fiaba rivolta ai bambini, Le avventure di Firolò sono un monito per i genitori e, precisamente, per quelli distratti, stanchi e stressati, che non ricordano più di essere stati bambini.

Il personaggio principale, Firolò, è un giullare che vive all'interno di un libro di fiabe dimenticato e abbandonato. Firolò uscirà dalle sue pagine per scoprire come mai gli adulti non leggono più le fiabe ai bambini. Per raggiungere il suo obiettivo, si avvarrà della collaborazione di tutti coloro che riusciranno a vederlo. Farà comprendere che nulla al mondo potrà mai sostituire la magia della fiaba - letta dall'adulto al bambino - perché solo in quel momento grandi e piccini si sentono complici e uniti.

"Il Progetto teatrale del Caboto, diretto dalla prof.ssa Francesca La Marca, vuole essere all'insegna dell'inclusione e, pertanto, intende valorizzare i tre aspetti della pratica teatrale: aspetto estetico, educativo, sociale, nella profonda convinzione della necessità di dover tenere strettamente legati azione sociale, studio e ricerca culturale. In questo senso il termine inclusivo propone il teatro come cultura della relazione per sperimentare una pratica educativa e socializzante.", ha spiegato il Dirigente Scolastico, prof. Glauco Berrettoni.

La visione della fiaba è stata ad offerta libera ed il ricavato è stato devoluto all'Associazione Sordi del Tigullio, "G. B. Assarotti - Onlus", che ha offerto la traduzione di ogni battuta degli attori nella lingua dei segni L.I.S.

Personaggi e Interpreti:

Alfie Amoruso Re
Giulia Baiano Principessa
Giulia Baitelli Chitarra
Denise Bozzo Rebecca
Sebastian Claure Computer
Mariana Cruz Soldatino e Frigorifero
Asia Delucchi Regina e Libro
Edel De Gennaro Televisione
Michela Di Cara Rachele
Nicola Fele Mattia
Beatrice Giordan Macchinina
Erica Perissinotti Telecomando
Viola Raggio Brigitta
Sara Revello Strega Matrarà
Zoran Simenonov Pagliaccio
Fabio Squillante Nicolò
Riccardo Tel Gnomo e Giobatta
Adrian Ungurianu Firolò
Samuele Virga Filippo
Alessia Nraxi Drago
Sofia Ghiorsi (partecipazione straordinaria) Gatto

Prof.ssa Patrizia Diliberto