Il Caboto ricorda la tragedia dei disabili nella Germania nazista

manifesto razziale del 1938All'interno delle rievocazioni per il "Giorno della Memoria", l'Istituto "G. Caboto" di Chiavari ha voluto dedicare una riflessione sull'Aktion T 4, cioè sul programma di eugenetica promosso dal regime nazionalsocialista, un manifesto del quale, datato 1938, si può vedere nell'immagine a fianco.

Organizzato dal prof. Andrea D'Errico e dall'Anfass di Chiavari, l'incontro ha coinvolto le classi quinte dell'Istituto, che hanno avuto l'occasione di venire a conoscenza della politica di "igiene razziale" che prevedeva la soppressione fisica, sotto responsabilità medica, dei pazienti affetti da disabilità fisica.

I relatori, ricordando come la discussione sull'eugenetica interessasse, nel XX secolo, l'intera Europa e gli Stati Uniti, hanno evidenziato come in Germania abbia portato a conseguenze estreme.

Se, infatti, la sterilizzazione forzata è stata applicata anche in paesi come Stati Uniti, Svizzera e Svezia, al fine di selezionare i caratteri genetici ritenuti negativi e di rafforzare quelli positivi, è solo in Germania che verrà perseguita capillarmente attraverso la promulgazione di un'apposita legge e l'istituzione di Tribunali per la sanità ereditaria che avevano l'incarico di esaminare i pazienti delle case di cura, degli istituti psichiatrici, nelle scuole per disabili e nelle carceri, per stabilire chi sottoporre a sterilizzazione.

Con la guerra, per le necessità di disporre di risorse economiche da destinare al conflitto, si passerà dalla sterilizzazione all'eliminazione fisica dei disabili psichici in modo da impiegare ospedali e personale medico per curare i soldati feriti al fronte: la stima dei morti è di più di 100.00 persone.

"Con questo incontro, il Caboto ha inteso proseguire la riflessione iniziata con lo studio della Shoah ed i relativi concorsi, per evidenziare, ancora una volta, come il connubio fra un'operazione di propaganda diabolicamente intelligente - è meglio curare un bambino sano od un giovane ferito piuttosto che un malato irrecuperabile - e la sostanziale indifferenza dinanzi a quella che è stata definita la banalità del male, abbia potuto produrre effetti così tragici.".

il Dirigente Scolastico prof. Glauco Berrettoni

P.S. In Manifesto del 1938 recita: "60.000 Reichsmark è il costo affrontato dalla comunità per l'intera vita di un solo disabile".