28-02-2017: il Caboto alla mostra "Educare alla guerra" e alla mostra "Memoria e migrazione" al Galata

educati alla guerra

Dopo la visita alla sinagoga guidati dal Rabbino Dr. Giuseppe Momigliani con il gruppo ci siamo recati alla mostra documentaria "Educati alla guerra" presso il Museo ebraico.

Si è trattato di un appassionante viaggio nell'infanzia del primo Novecento per capire come la guerra, l'esaltazione della divisa e delle armi abbiano investito ogni aspetto dell'infanzia italiana.

La mostra, curata da Gianluca Gabrielli, attraverso tre sale ci ha mirabilmente fatto entrare in un mondo nel quale ogni cosa - libri, quaderni, abiti, pensieri, azioni, giornalini, ecc. - era impregnata di guerra.

I pannelli e le vivaci spiegazioni delle giovani guide-studenti ci hanno accompagnato attraverso le varie tappe del coinvolgimento dei bambini tra scuola ed extrascuola, nelle aule e nelle piazze, sui libri scolastici e nell'associazionismo.

Nel pomeriggio con una parte del gruppo e la prof.ssa Barbieri ci siamo spostati al Galata Museo del Matre per visitare la mostra relativa all'emigrazione italiana via mare e la recente immigrazione verso l'Italia.
Il percorso racconta come le migrazioni abbiano segnato e segnino la società italiana.

L'allestimento, a partire dal mondo contadino italiano del XIX secolo – il grande serbatoio dell'emigrazione – passa per la ricostruzione della Genova ottocentesca e i suoi vicoli che accolsero (e sfruttaron

o) l'emigrazione, la ricostruzione del piroscafo "Città di Torino", che nella sua lunga carriera trasportò centinaia di migliaia di quelli che gli americani definivano ironicam

ente "steerage passengers" (passeggeri di stiva) e le ricostruzioni ambientali che ricordano le destinazioni molto diverse degli italiani: quelle urbane, come la Boca, il coloratissimo quartiere di Buenos Aires ma anche quelle rurali, a volte perse nella foresta, come in Brasile, per terminare in quella più nota, Ellis Island.

Una giornata estremamente ricca di storia, emozioni e riflessioni.

Proff. Valeria Ghiorsi e Patrizia Diliberto