"Fermati un attimo!" Premiati gli studenti del Caboto

foto di gruppo premiazioneMercoledì 21 Marzo alle ore 10,30 nell'Aula Magna dell'I.I.S. "G. Caboto" si è svolta la cerimonia di premiazione dei vincitori del progetto di guida sicura "Fermati un attimo! Pillole di mobilità sostenibile", coordinato dalla prof.ssa Annalisa Fornasari, teso a mettere in guardia gli studenti di pericoli di una guida in stato di ebbrezza o sotto l'influsso di sostanze stupefanti.

Il Comandante della Polizia Stradale, Sostituto Commissario dr. Barletta, ha introdotto l'argomento illustrando le varie attività della Polstrada riguardo sia alle rilevazioni negli incidenti, sia nella prevenzione degli stessi.

Roberto De Bastiani, titolare della De Bastiani Assicurazioni di Lavagna e già studente del Caboto, ha relazionato sulla necessità di avere, come estensione dell'assicurazione obbligatoria, la tutela legale utile nel caso di incidenti.

Franco Clerici, Concessionario Honda di Chiavari di "Espressionemoto", ha parlato sulla necessità di avere sempre il mezzo in perfetto stato, allo scopo di diminuire la probabilità di incidenti.

Dopo gli interventi, ha avuto luogo l'attesa premiazione degli studenti che hanno realizzato i migliori risultati del test finale dell'Autoscuola Tigullio, consistente in 45 domande vertenti sulle lezioni tenute dall'Autoscuola.

I premi, offerti dagli sponsor sono stati: un casco Honda offerto da Espressionemoto al primo classificato, lezioni di guida offerte da Antonella Stagnaro di Autoscuola Tigullio al secondo, una polizza di assistenza legale offerto da De Bastiani Assicurazioni al terzo classificato, due buoni benzina offerti dalla Tigullio al quarto e al quinto, una colazione al Bar S. Marco, sempre offerto dalla Tigullio, ai classificati dal settimo all'undicesimo posto.

Al termine, il Dirigente Scolastico prof. Glauco Berrettoni, nel ringraziare realizzatori e gli sponsor dell'iniziativa, ha consegnato a ciascuno una targa ricordo del Caboto.

prof. Glauco Berrettoni

La 3^ D del corso Tecnico Grafico firma il logo e il manifesto per l'Osservatorio Meteorologico di Casarza Ligure

logo osservatorioL'osservatorio meteorologico agrario e geologico Don Raffaelli, fondato nel 1865 a Bargone, ed ora con sede a Casarza Ligure, in occasione della morte del fondatore, ha organizzato un convegno in cui racconta la storia e le varie attività.

Il nostro istituto ha aderito ad una collaborazione con l'Osservatorio per la realizzazione di un nuovo logo e di un manifesto per il convegno.

Tra i diversi progetti proposti dalla classe 3^ D, seguita dai prof.ssi Sabrina D'Isanto, Floriana Bonanno e Daniele Secli,  è stato scelto questo logo.

Proff. Daniele Secli e Patrizia Diliberto

Gli studenti del Caboto alla scoperta della Naturopatia

a lezioneMartedì 20 Marzo, alle ore 9,00 nell'Aula Magna dell'Istituto di istruzione Superiore "G. Caboto" di Chiavari, gli studenti del triennio dell'indirizzo Socio-Sanitario, coordinati dalla prof.ssa Antonella Feninno, hanno partecipato ad un incontro con l'Associazione "Emergere", Scuola Integrata di Naturopatia e di crescita personale.

La Naturopatia, cioè "il Sentiero della Natura", è una disciplina tesa a mantenere o ripristinare lo stato di benessere, il cui termine è stato coniato nel 1905 dal medico newyorkese John Scheel.

Punto focale della Naturopatia è che è possibile prevenire la malattia mantenendo o ripristinando l'equilibrio energetico della persona: da qui, un approccio olistico, cioè completo e totale, nei confronti del paziente: la valutazione del singolo caso clinico non si basa unicamente sull'esame dei sintomi, ma anche sullo stile di vita della persona e sui fattori esogeni con cui entra continuamente in contatto (come gli agenti patogeni).

L'approccio naturopatico, pertanto, ha come obiettivo la stimolazione della capacità innata di autoguarigione o di ritorno all'equilibrio del corpo umano, denominata omeostasi, attraverso l'uso di tecniche e di rimedi di diversa natura, oppure attraverso l'adozione di stili di vita sani ed in armonia con i ritmi naturali.

"Il percorso di studio integra la conoscenza della medicina e dell psicologia tradizionali con la pratica di discipline bio-naturali avanzate, al fine di raggiungere un grado più elevato di energia di pensiero, azione e relazione. L'approccio naturopatico ci guida ad una visione olistica e ad un approccio globale dell'essere umano, capace di integrare gli aspetti corporei, psichici, emozionali e spirituali in un profondo e indissolubile rapporto di connessione ed interrelazione.", spiega il Dirigente Scolastico prof. Glauco Berrettoni.

Il programma della mattinata è stato il seguente:

1. Storia e caratteristiche della professione del naturopata, programma e organizzazione didattica della Scuola emergere®, sbocchi professionali per i diplomati

2. Lo sviluppo delle conoscenze scientifiche che hanno portato alla definizione del benessere olistico (fisico, emotivo e psichico) che la Scuola ha posto alla base della sua ispirazione ideale e didattica

 

Il Caboto e le origini del Tricolore

un momento del convegnoMartedì 20 Marzo, alle ore 10 presso l'Auditoriun S. Francesco di Chiavari, gli studenti del Caboto hanno assistito alla Lectio Magistralis del prof. Renato Del Ponte: "Una bandiera per l'Italia. Le origini del Tricolore italiano".

La manifestazione è stata presenziata dall'Assessore Comunale Gianluca Ratto e dal nostro Dirigente Scolastico prof. Glauco Berrettoni.

Il prof. Renato Del Ponte, già docente di italiano e latino, è un intellettuale famoso per il suo impegno negli Studi Tradizionali e della Tradizione Romana in particolare. Fondatore e Direttore della rivista Arthos, che da diversi anni viene pubblicata dalle genovesi Edizioni Arya, è stato anche uno dei fondatori del Movimento Tradizionale Romano e autore di diverse monografie, articoli e saggi. Nel 1992 ha vinto il Premio "Isola d'Elba" per il volume "La religione dei Romani" per i tipi di Rusconi, recentemente ristampato ed ampliato e, nel 2000 il Premio "Cinque Terre-Riviera Ligure" per il volume "I Liguri. Eterogenesi di un popolo" per le Edizioni Ecig.

"Ci è sembrato importante raccogliere l'invito dell'Assessore Ratto di ricordare la nascita del Tricolore italiano del 17 Marzo. Peculiarità della lezione del prof. Del Ponte è l'aver ritrovato i tre colori nella simbologia romana arcaica degli inizi: il Tricolore d'Italia affonda le sue radici alle origini della nostra civiltà, di quella Roma che, con Augusto, la renderà unita la prima volta. Esso costituisce la mirabile sintesi rappresentativa dell'unità nella diversificazione, alla base delle sue componenti sociali ed etniche.", ha spiegato il Dirigente Scolastico prof. Glauco Berrettoni.

Il prof. Renato Del Ponte ha fatto scoprire agli alunni che la nostra bandiera non è nata dal tricolore francese con la sostituzione dell'azzurro con il verde, ma ha radici molto più lontane.

Mentre per la bandiera d'oltralpe le origini sono chiarissime - è nata, sotto la Rivoluzione francese, dall'unione dei colori della città di Parigi (blu e rosso) e del colore della casata Borbone (bianco) – soltanto un'approfondita ricerca storica aiuta a comprendere le origini della nostra bandiera.

I tre colori appaiono già nell'Eneide di Virgilio, che con a caso narra della fondazione di Roma: il corpo di Pallante fu adagiato su una lettiga fatta di rami di corbezzolo e nell'"Ode al corbezzolo", Giovanni Pascoli non solo vide l'eroe greco come il primo morto per la causa nazionale italiana, ma anche scorse nel corbezzolo una prefigurazione del tricolore, con il verde delle foglie, il bianco dei fiori e il rosso delle bacche.

Nell'antica Roma i carri che correvano nel circo erano divisi in tre fazioni: rossa, bianca e verde, a cui poi fu aggiunta l'azzurra. Anche nella vita cittadina comparivano gli stessi colori: se l'esercito romano non utilizzava bandiere, ma insegne metalliche che innalzavano l'aquila, durante i comizi politici esse venivano utilizzate e il colore segnalava il tipo di comizio in atto: la bandiera bianca era utilizzata per comizi sacri, quelle rossa per comizi militari e la verde chiamava a raccolta tutto il popolo in caso di emergenze.

Da allora il colore bianco della nostra bandiera sta a significare la sovranità sacra, il rosso l'ambito guerriero e il verde la fecondità, a significare un'unità nella diversità.

Dante nella Vita Nova presenta Beatrice la prima volta vestita di rosso e la seconda di bianco e nella Commedia la farà poi apparire ammantata di verde.

In tempi più recenti Bologna fu al centro della storia del Tricolore: sotto il governo della Chiesa, la città, con una lunga tradizione di libertà, si diede uno statuto di semilibertà che si ispirava all'antica Roma. Nel novembre 1794, due studenti universitari – il bolognese Luigi Zamboni e l'astigiano Giovanni Battista De Rolandis - si posero a capo di un tentativo insurrezionale per liberare Bologna dal dominio pontificio; in tale occasione, stamparono un manifesto e giurarono sulla coccarda tricolore che univa i colori rosso e bianco dei comuni di Asti e Bologna al verde della speranza. Essi pagarono con la vita il loro invito all'indipendenza, ma i tre colori rimasero nella storia della futura Italia, dal vessillo della Repubblica Cisalpina fino al 23 marzo 1848, quando re Carlo Alberto, proclamando la 1^ guerra d'Indipendenza, chiese alle truppe di innalzare il tricolore.

prof.ssa Patrizia Diliberto

Incontro con l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti

un momento dell'incontro con l'unione italiana ciechi e ipovedentiGli alunni della classe V B con alcuni compagni della II e III B sono stati coinvolti dalla prof.ssa Valeria Ghiorsi in un incontro con la Onlus Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti. Il Presidente della associazione - Nicolò Pagliettini -, Cristina Minerva, Noemi Zerbone e il signor Azzimonti sono intervenuti per affrontare con i nostri alunni tutte le tematiche relative alla vita di un ipovedente o non vedente soprattutto nella vita quotidiana.

I ragazzi si sono rilevati estremamente interessati a tutto ciò che i relatori hanno esternato.

A volte non ci si rende conto di quali difficoltà si presentino nella vita delle persone con difficoltà visiva a causa in particolare della mancanza di sensibilità ed interesse da parte della società. Ciò che è emerso dall'incontro può essere riassunto con alcune frasi che non sono facili slogan, ma che rappresentano ciò che le persone in difficoltà desiderano dagli altri:

No al pietismo, No a definizioni quali handicap o diversamente abili, Sì a persone con diverse abilità.

Solo partendo dal concetto di persona e da una buona dose di buon senso la vita di ognuno di noi può assumere sfaccettature più sostenibili e quindi attraversare la strada, utilizzare mezzi di trasporto, leggere ad alta voce, cercare oggetti, andare al ristorante, fare le scale, ecc. possono diventare normali momenti della vita quotidiana.

Un ringraziamento a coloro che sono intervenuti per aver dato vita ad un incontro estremamente formativo, che ha tenuto alta, come raramente è accaduto, l'attenzione degli alunni dall'inizio alla fine.


Prof.sse Valeria Ghiorsi e Patrizia Diliberto